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Sono Raffaele, un utilizzatore di computer come chiunque altro, uno di quelli che non si tira mai indietro quando gli amici lo chiamano a casa quando c’è da configurare qualcosa di difficile o vogliono fare quattro chiacchiere su argomenti riguardanti il computer. Classe 1965, non ho studiato nulla che sia inerente all’informatica (se non un corso di Basic di una scuola privata), ma ho imparato a usare il computer come se fosse stata una cosa naturale. Il Mac è il mio sistema di riferimento ormai da 16 anni e (potete crederci) non ho mai acquistato un PC con Windows in tutta la mia vita.

Gli esordi

Il mio primo computer è stato uno ZX Spectrum 48K (si, 48 KByte di RAM!) nel 1985, seguito poi da un Amiga 500 nel 1989. Amiga è stato senza dubbio il miglior computer mai esistito, e il suo sistema operativo con micro-kernel in base Unix, non aveva nulla da invidiare ai moderni sistemi di oggi, e non è mai stato eguagliato in seguito. È stato grazie ad Amiga che ho conosciuto il sistema operativo Mac OS, che potevo eseguire egregiamente in emulazione (oggi qualcuno lo avrebbe chiamato virtualizzazione, visto che il processore di Amiga era lo stesso di quello del Mac dell’epoca). L’avventura con Amiga prosegue con il modello Amiga 1200 “pompato” da una scheda di espansione con processore Motorola 68060. Commodore annunciò il fallimento di Amiga nel 1994, e per pochi anni ancora mi ha regalato moltissime emozioni, tra cui quella del primo collegamento a Internet, effettuato con Amiga, una cosa rarissima per l’epoca (1997). A fine 1998, solo pochissimi utenti possedevano ancora Amiga, gli altri erano attratti principalmente dal salto di qualità che Microsoft fece fare a Windows passando dall’obsoleto  3.11 a Windows 95, cosa che però non accadde nel mio caso.

Il passaggio al Mac

Gli anni 2000 erano alle porte e volevo veramente qualcosa di più. L’esperienza che avevo accumulato nell’utilizzo di Mac OS 7.5 e successivamente 7.6, mi portarono all’acquisto del mio primo, vero Mac. Steve Jobs era tornato in Apple da un paio d’anni e stava rivoluzionando il mercato dei Power Mac, con i nuovi “modelli colorati”. Ma la Befana quell’anno (si, il Macworld del 6 Gennaio 1999) non portò solamente un iMac a 5 colori, ma un nuovo modello di Power Mac G3 Bianco e Blu, dal design accattivante (nome in codice: Yosemite) e il giorno dopo il rivenditore più vicino lo aveva già. “Fantastico, mio!”, dissi e ne ordinai subito uno. Roba veramente d’altri tempi: il processore era un PowerPC 750 (G3) a 300 MHz, la RAM 32MB, l’hard disk da 6GB,  il floppy era sparito e aveva solo un lettore CD. Ho dovuto fare fatica a integrarmi con questo nuovo modello perché non era “pronto” per il mondo che lo accoglieva: il modem 56K non esisteva ancora, non c’era nessuna interfaccia SCSI, o un’interfaccia seriale o parallela, ho dovuto prendere una stampante USB (un grande distributore non sapeva neppure cosa fosse l’USB, ma ne aveva in negozio). Si, Apple ha fatto da pioniere offrendo tecnologie nuove e innovative: 2 porte USB e 2 porte Firewire almeno 2 anni prima della “massa” rappresentata dall’utenza PC+Windows.

Un hobby molto costoso

Proprio così, un hobby molto costoso quello di far parte del “club” di Apple. Tutto costava praticamente il doppio di un corrispondente PC, ne ero consapevole. L’esperienza cresceva e le esigenze aumentavano: ho sempre avuto un solo desktop e un solo portatile, acquistando e rivendendo negli anni un iBook G3 del 2000 con maniglia (il primo computer al mondo compatibile wi-fi tramite scheda), un Power Mac G4 nel 2002, un Power Mac G5 nel 2004, un iBook G3 bianco usato nel 2002, un iBook G4 bianco nel 2005, un MacBook Pro 15” nel 2007, il primo modello di Mac Pro nel 2006. Attualmente possiedo un iMac 27″ del 2011 con processore i7, un MacBook Pro 13″ del 2010 e un Mac mini, sempre del 2010. Ma i prodotti Apple sono anche mobili, e non contento di avere già speso uno sproposito, ho acquistato uno dei primi iPod firewire da 10 GB nel 2002, un iPod classic da 30GB nel 2005, un iPod Shuffle bianco nel 2005, un iPod Shuffle a “molletta” nel 2007, un iPhone 3G nel 2008 e un iPhone 4S nel 2011. Oh, non vorrei dimenticare un iPad 2 cambiato con un iPad di terza generazione da 32 GB.

Macraider

Da cosa è nato il nome macraider? Per scherzo. Mi piaceva da pazzi il gioco Tomb Raider di cui ho giocato tutte le avventure anche su Mac, e di cui ho realizzato una delle soluzioni più complete mai realizzate in italiano da una singola persona (scusate se me ne vanto, non accade spesso). Volevo pubblicare le soluzioni su Internet, e mi serviva un sito dal nome originale, così scelsi Macraider, dalla fusione di Mac e Tomb Raider. Era il 2001. Pur non conoscendo a fondo il linguaggio HTML, arrivai al mio scopo, e il lavoro delle mitiche soluzioni illustrate continuò negli anni, fino al 2007. Era l’epoca dei primi podcast italiani (mitici Lost Pod, Tecnica Arcana, Microsmeta, Notizie DigitaliRock Cast Italia, i misteri di Massimo Polidoro) e mi incuriosiva tentare questa esperienza personalmente, quasi una sfida, per uno abbastanza timido come me. Il debutto avvenne con 2 podcast contemporaneamente, Tombraidercast e Macraidercast, nell’Aprile del  2007, 6 episodi ciascuno. Il primo, in compagnia di altre persone, è stata un’esperienza straordinaria, ci siamo divertiti moltissimo a “fare radio”, come dicevano gli amici di Videogame.it che menziono qui, tra cui Roberto, Lucia, Antonio “Psiko”, Alessio “Walrus”, Patrizia “Blu” e Roberta. Il secondo podcast, da solo, offriva notizie sul mondo Mac e contemporaneamente parlavo un pochino di Tomb Raider. Strano mesh-up per un podcast, lo disse anche Carlo Becchi in una puntata di Tecnica Arcana. Non poteva continuare così, e decisi di interromperlo per circa 6 mesi, prima di cambiarne il nome (sempre con lo stesso feed) in macraider NEWS, settimanale e puntualissimo, che continuò così per anni ed esiste ancora oggi, seppur non più aggiornato ogni settimana. Arriviamo così al 2012, dove sono portato a sperimentare un podcast video e deciso così di pubblicare una serie di podcast video, dal nome macraider TV.

Una risposta a Chi c’è dietro a macraider

  • titovaldez scrive:

    Ciao Raffaele,
    non avevo mai letto la tua bio ma solo dalle parole si capisce come ti sei evoluto,come hai capito, come sei arrivato ad APPLE.
    Io sono affascinato come te da questo mondo e sono affamato dai tuoi podcast!
    Io ho cominciato a fare produzioni musicali con APPLE dopo gli anni 80 con Atari e
    Logic prima maniera solo midi.
    Il mio primo e’ stao un G4 e mi sembrava una roba fantastica!
    Ora li colleziono tutti e ne ho tanti dal classic 1990 agli ultimi.
    Vai avanti cosi! un abbraccio da Bologna

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